RISTORANTE RAFANELLI
  • ristorante Rafanelli

    Ingresso

    Ingresso

  • 1955 - 1957 lo staff nel decennio dopo guerra

    1955 - 1957 lo staff nel decennio dopo guerra

  • 1935 1937 il ristorante fuori

    1935 1937 il ristorante fuori

  • 1972 personale di sala cucina e alcuni rappresentanti della famiglia

    1972 personale di sala cucina e alcuni rappresentanti della famiglia

  • 2017 ristorante dentro.jpeg

    2017 ristorante dentro.jpeg

Rafanelli, specialità toscane.

cantucci di Prato
cucina tipica Toscana

La storia del Ristorante Rafanelli

Ristorante Rafanelli

Il  ristorante Rafanelli  è il tipico ristorante toscano a conduzione familiare, nato nel 1927 e fondato da Alberto Rafanelli dopo aver acquistato la casa dove ancora oggi svolgiamo l'attività. Il ristorante è dotato di fuochi alimentati con carbone di legna per la cottura delle carni alla brace e di una fornita selezione di vini italiani e esteri scelti con particolare attenzione alla territorialità.

Fu il nonno Alberto, nel 1927, ad avviare la famiglia Rafanelli alla Ristorazione, aprendo i battenti di una trattoria che, dalle ore 17:30 fino alle 20:00, serviva una ricca merenda-cena e che ben presto si costruì una affezionata clientela . Dopo la guerra, era il 1946, iniziò con i primi piatti e  con dei celeberrimi fritti: pesciolini dell’Arno e ranocchi. Tra le specialità di terra furoreggiava l’arista di maiale sott’olio (ancora oggi in carta), salumi contadini e carne alla brace. La trattoria era gestita da Alberto Rafanelli e dalle figlie che ha gestito con i mariti il locale per questi cinquanta anni.

"Gli anni 50 furono tempi duri" racconta la Signora Rita, ma babbo Alberto fu intraprendente. Comprò un camioncino giardinetta di seconda mano per fare la spesa del pane in un forno in località Barba, caricando il pane per sé e per gli altri, fra cui il cognato che aveva “bottega” di generi alimentari: a quel tempo ci si aiutava l’un l’altro. Di soldi ne vedevamo pochi e anche il camioncino faceva del suo meglio. Con la sua pedana sfondata e babbo Alberto alla guida, ogni volta che si passava sopra le pozzanghere, il rischio di bagnarsi i piedi per gli schizzi d’acqua piovana era frequente. Cose come queste oggi sono impensabili, allora si faceva di necessità virtù, visto che i soldi per tutti i bisogni non c’erano.>>

Locale familiare e accogliente

L’attenzione per la materia prima era una prerogativa di Alberto e l’eredità non è andata persa. Fu l’Accademia della Cucina, nel 1955, ad accorgersi della qualità della nostra cucina e ci concesse i primi riconoscimenti ufficiali, intestati all’allora patron nonno Alberto.

Erano gli anni del boom economico, c’era del fervore, le persone avevano voglia di divertirsi e di uscire, si intravedeva un nuovo modo di concepire il pranzo e la cena fuori casa. Il cambiamento culinario produsse anche la trasformazione del locale, che fu completamente ristrutturato nel 1962. L’incremento della frequenza nelle presenze di quella nuova clientela, a cui non bastava più i pesciolini fritti, i salumi tipici toscani, gli arrosti di rosticciana, ci indusse al cambiamento di stile. Cura del servizio, occhio alla contemporaneità e rigore nelle scelte delle materie diventarono il nostro credo. Il 1962 è da considerarsi un anno di svolta, dalla “rusticità” alla “classicità”.

Il termine che rispecchia maggiormente il locale è  “tradizionalità”. Un particolare pensiero e ringraziamento va a tutti i collaboratori che hanno condiviso con noi questo lungo e impegnativo viaggio.

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